Grindadráp: istruzioni per l’uso

Si può parlare di Faroe per ore ed ore, narrandone bellezze paesaggistiche, la travagliata storia di un popolo senza nazione, la lingua sopravvissuta a secoli di oppressione e di molto altro, ma prima o poi ci si troverà ad affrontare il delicatissimoe spesso poco approfondito  topic del grindadráp. A questo punto posso immaginare i conati di vomito, le lacrime, qualche insulto e via dicendo.

Torno serio. Giuro.

Grindadrápla parola.

Il Føroysk-italsk orðabók, edito da Gianfranco Contri definisce la parola grindadráp (pronuncia IPA: [ˈgɹɪndaˌdrɔap]) (sost. neutro) comemattanza dei globicefali. Ad una più approfondita analisi del lemma, si evince che esso null’altro è che una parola composta dagrinda(genitivo plurale di grind ovvero un banco di grindahvalir, ‘balene pilota’ o ‘globicefalo’) edráp(dal verbo at drápa, uccidere). Viene quindi utilizzata, in lingua feroese, per indicare quell’insieme di azioni volte al procacciarsi cibo (in particolare carne e grasso) da balene pilota e altri globicefali e piccoli delfini.

Grindadráple origini.

Si ipotizza che la mattanza dei cetacei nelle Føroyar risalga alle origini dell’insediamento dell’arcipelago stesso, avvenuto a più riprese a partire dal 725, da colonizzatori norvegesi. È un fenomeno che ha avuto ampio risalto nel periodovichingo, in quanto la pratica è documentata in tutti quei territori nei quali risiedevano popolazioni norvegesi, come le Ebridi, le Shetland, le Orcadi e l’Islanda. Evidenze archeologiche hanno inoltre appurato che i globicefali (e, in epoche più antiche, anche balene di dimensioni maggiori) sono stati parte fondamentale per la sussistenza dei feroesi per almeno 1200 anni. Le carni ed il grasso erano di primaria importanza nella dieta dei primi feroesi; il grasso inoltre era utilizzato per ricavarne olio combustibile, mentre la pelle era utilizzata per fabbricare corde e le interiorasoprattutto lo stomacoper ricavarne galleggianti.

La mattanzaassieme alla gestione delle pecore  costituiva un aspetto così importante per la vita nelle Føroyar che, pur essendo possedimento norvegese, furono emanate specifiche leggi in epoca medievale. I primi riferimenti si trovano in alcuni testi norvegesi, mentre il primo documento avente valore legale con specifici riferimenti alle Føroyar è la Seyðabræv oSheep Letter, del 1298.

Grindadrápla caccia.

Chiariamo subito che la mattanza non è un evento casuale, caotico e privo di regole. Esistono leggi che normano molto dettagliatamente quello che deve avvenire durante la caccia, e queste sono sorvegliate e dirette da un grindaformaður (responsabile della mattanza). Per prima cosa, il banco di balene deve essere avvistato nei pressi di una delle 23 spiagge autorizzate, per poi essere spinto a mezzo di imbarcazioni, verso la riva, sulla quale attendono altri uomini che provvedono a spiaggiare e uccidere i globicefali. Con il passare dei secoli le tecniche di uccisione si sono via via perfezionate: sono banditi da oltre 20 anni arpioni accuminati, lance, asce e tutti quegli attrezzi che sono stati giudicati dare una morte troppo dolorosa o provocare inutile sofferenza all’animale. Gliutensilida caccia si riducono quindi fondamentalmente a funi, il blásturognul (una specie di arpione non appuntito, utilizzato per trascinare l’animale), strumenti di misura e il grindaknívur (lo speciale coltello utilizzato per uccidere, con un unico taglio netto, l’animale).

Grindadráple impressioni.

Per la natura intrinseca della caccia, praticata all’aperto, e per il fatto che l’animale viene ucciso recidendo, con un unico taglio, sia la vena aorta che la spina dorsale, il mare si tinge di un colore rosso acceso. Queste viste di mare color sanguedecontestualizzate e spesso accompagnate da commenti di odio anche razziale e soprattutto senza adeguate informazioni, spesso volutamente esagerate  sono spesso utilizzate da associazioni che si battono contro la pratica del grindadráp, in quanto suscitano generalmente shock e rabbia.

Grindadrápcritiche gratuite e infondate.

Per le associazionianimaliste, spesso le Føroyar sono (state) una miniera per donazioni emi piacesu Facebook e altri social-network. D’altronde si sa che molte di queste associazioni ormai fanno business, e che quindifare animalismoè un ottimo affare. Ci sono dei però“, però. E queste sono le argomentazioni. Tutti ne hanno bisogno. Anche per il grindadráp. Velocemente una carrellata di cinque motivazioni che (quasi) tutti gliattivisti anti-grindpropongono ai loro contribuenti.

I feroesi dovrebbero smettere di cacciare balene pilota…

  1. … perché sono in via di estinzione! FALSO: le balene pilota sono una delle specie più comuni di balena negli oceani di tutto il globo. Secondo la NAMMCO (North Atlantic Marine Mammal Commission), nel nord-est dell’Oceano Atlantico ci sarebbero non meno di 780,000 unità. I feroesi hanno cacciato balene pilota per almeno 1200 anni, per cui esse dovrebbero essere già estinte da tempo, se la caccia non fosse sostenibile. Una media di 850 balene / anno uccise, corrisponde allo 0,1% delle famose 780,000 esemplari, e teniamo presente che il rateo della loro riproduzione è circa del 2%…

  2. … perché è una caccia crudele! La maggior parte delle immagini e video del grindadráp in Internet sono parecchio vecchie, alcune risalenti addirittura agli anni ’80. Come ho già scritto, asce e lance sono bandite e il tempo medio per uccidere una balena è drasticamente calato negli ultimi 30 anni fino a circa 2-4 secondi. Ed in ogni caso, non si può uccidere un’animale in una manieranon cruentao senza spargimento di sangue. Di nuovo FALSO.

  3. … perché questa tradizione non appartiene al XXI secolo! Chi decide cosaappartieneal XXI secolo o no? La carne e il grasso di balena sono così comuni e naturali per i feroesi, che per loro è come mangiare bacon o agnello in altri Paesi, dove è tradizione mangiare agnello e maiale. Le balene vivono nelle acque feroesi liberamente, perché mai dovrebbero essere rinchiuse alla stregua di polli e mucche? E soprattutto, non è compito degli stranieri giudicare le tradizioni di un Paese: si chiama etnocentrismo, e non è razionale. Pretenzioso e FALSO.

  4. … perché non è necessario e alle Føroyar c’è abbondanza di cibo! E’ davvero necessario mangiare carne di maiale, di mucca o di qualsiasi altro animale? E’ una logica inconsistente: il fatto che i feroesi hanno i mezzi economici per comprare cibo importato (a prezzi a volte esorbitanti) dal continente, non vuol dire che essi non possano disporre delle loro risorse naturali. A differenza di altre nazioni, il territorio feroese non è molto fertile, crescono praticamente solo erba, patate e qualche radice: insomma, non è che ci sia poi così tanta abbondanza. In ogni caso, un’altro argomento FALSO.

  5. … perché le balene pilota sono intelligenti / sociali / senzienti! Come si fa a misurare l’intelligenza di una persona o di un’animale? Non ci sono dubbi al fatto che i delfini siano fra le creature più intelligenti e socievoli nel regno animale, ma sono ben lontani dal raggiungere il livello degli uomini. Le balene pilota, poi, sono ben note per non essere alla pari dei delfini, quanto ad ”intelligenza”. Altre specie animali molto intelligenti vengono cacciate dall’uomo per cibo, ma nessuno pare curarsene molto. Un altra argomentazione FASULLA.

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14 pensieri su “Grindadráp: istruzioni per l’uso

  1. Dopo aver visto il servizio di casciari delle iene su questa, a mio avviso, barbara tradizione, mi sono sentito in dovere di sentire altre opinioni al riguardo per essere maggiormente informato e farmi un idea sull’argomento.
    Premettendo che sono contro a qualsiasi tipo di violenza contro animali e persone(per questo l’ho definita una barbara tradizione), non mi sento di giudicare i faroesi come dei pazzi criminali; in fondo ogni paese ha delle tradizioni che hanno radici lontane da cui è difficile prescindere.
    Detto questo mi viene da ridere a leggere certe cose scritte in questo articolo.
    È possibile utilizzare l’aggettivo sostenibile quando si ha a che fare con l’uccisione di esseri viventi? Come se io ti dicessi, beh tanto di cinesi ce ne sono miliardi, uccidiamone qualche migliaio, è sostenibile, ne nascono milioni ogni anno!
    E non diciamo la castroneria che ai faroesi è indispensabile uccidere centinaia di balene ad ogni mattanza per alimentarsi perché non ci crede nessuno, si vede chiaramente nelle immagini che ho visto che queste persone ridono e scherzano mentre uccidono le balene, segno che si divertono parecchio!
    Con questo non dico che bisogna abolire questa pratica purché a mio avviso ingiusta, ma dico che bisogna stare attenti quando si parla di certi argomenti così delicati, magari usando un tono più pacato e meno cinico; stiamo pur sempre parlando di esseri viventi, che vanno rispettati, e tutelati se minacciati.

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    • La ringrazio per il commento. Non mi viene difficile immedesimarmi nel pensiero dei feroesi: negli anni novanta ci fu una grande crisi economica, passata in sordina in tutto il mondo, anche peggiore di quella che si abbatté negli scorsi anni nell’UE e dalla quale ancora facciamo fatica a rialzarci. Per colpa di una deregolamentazione nel settore della pesca, molti dei paesi che si affacciano sul mare del Nord e di Norvegia portarono i propri confini a 200 miglia marine dalla costa. I feroesi persero dunque una buona parte dei loro tradizionali “territori” di pesca, le entrate economiche diminuirono drasticamente e il governo locale riempì nei sussidi proprio la pesca, che ancora oggi rappresenta oltre il 90% dell’export. Le pessime scelte di banche e governo (con la complicità del governo danese, che all’epoca aveva molta più rilevanza negli affari interni delle isole) fecero sprofondare l’arcipelago in una “crisi ellenica” che alcuni economisti hanno giudicato peggiore di quella poi capitata in Grecia. Ne conseguì che il debito privato schizzò alle stelle e circa 4000 feroesi (su una popolazione di quasi 48.000 abitanti abbandonarono le loro case, stabilendosi in Danimarca o altrove nel continente. In quegli anni, molte famiglie, ed in particolare quelle più povere, sopravvissero letteralmente grazie alla caccia ai globicefali e alla carne di balena. Forse per alcuni di voi non è chiara la condizione geografica dell’arcipelago. Quella carne, ancora oggi, significa per molti “grazie al cielo anche per quest’anno l’abbiamo scampata”. Dovrei quindi stupirmi delle risa e degli scherzi? Mi stupiscono di più quelli che, oggi, si lamentano dell’olio tunisino, manco fosse che 10 milioni di italiani siano costretti ad emigrare.

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  2. Non ti dico buona sera perchè non è assolutamente un piacere nè scriverti nè leggere lo scempio descritto dentro questo articolo… ma d’altronde sicuramente farò parte de quella grandissima fetta (secondo te) di italiani analfabeti funzionali…. mi vergogno per te per le assurdità che scrivi… quindi gli abitanti del luogo che hanno detto apertamente che non lo fanno per scopo alimentare ma per SOLO E UNICO DIVERTIMENTO dobbiamo dedurre che sono stati pagati dalle iene per dar credito al loro servizio??? non continuo neppure a dirti quello che penso perchè sicuramente lo hai intuito da solo…. per fortuna non ci sono molte persone che ascoltano queste st..z..te
    Carpe diem spero per te che non ti reincarnerai mai in un globicefalo

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    • Io una buonasera glie la auguro comunque, anche se lei ha tutta l’intenzione di mancarmi di rispetto. Quante volte è stato il signor Casciari alle Faroe? Una, e per di più ospite di Sea Shepherd. Loro sì che sono sempre disperatamente alla ricerca di donazioni e soldi. Comunque non ricordo, in cinque anni, di aver mai sentito alcun feroese dirmi che cacciano le balene per “divertimento”. E si che io la carne di balena l’ho anche mangiata…

      Comunque non si preoccupi, quando morrò diventerò cibo per vermi, così come lei. Reincarnazione, pfff…

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    • Un momento. Non è che si può “eliminare”, così, tanto per… Si tratta di una fonte di cibo gratuita e di una pratica che non mina la sopravvivenza della specie. Davvero, faccio fatica a vedere il punto del tuo commento. Meglio importare migliaia di tonnellate di carne, verdura e frutta dal resto del mondo, inquinando l’ecosistema?

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  3. Ben detto! Nel mondo c’è troppa ipocrisia e tanta, tanta ignoranza, ma sono articoli come questi che mi danno la speranza che la disinformazione possa essere in qualche modo combattuta.
    Le Føroyar sono un gioiello dell’Atlantico, non merita assolutamente tutte queste critiche. Basta guardare un video girato dalle Iene ieri, venti minuti di facepalms. Si permettono di andare direttamente alle isole per dire agli abitanti come dovrebbero comportarsi e come la loro tradizione più che millenaria debba smettere. Poi quando la gente viene qui in Italia e ci dice di togliere i crocefissi dalle scuole “Guai a voi a dirci cosa fare nel nostro paese!”. Ipocrisia pura, e grande tristezza. Se la tradizione debba scomparire o meno, starà ai Faroesi decidere.

    Di nuovo, un articolo veramente ben scritto. Condivido tutto pienamente! Complimenti 🙂

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    • Grazie mille, Francesca!
      Che al mondo esista tanta (troppa?) ipocrisia è purtroppo un fatto da constatare. L’ignoranza “per se” non mi preoccupa, nel senso che una persona con un minimo di spirito critico dovrebbe arrivare a contestualizzare la realtà dei fatti; il problema è che oltre la metà degli italiani è analfabeta funzionale, ed incapace di distinguere quale sia l’informazione e quale la bufala. A riprova di ciò, il servizio de Le Iene di ieri sera. Ora, fidarsi di una trasmissione che ha difeso a spada tratta oscenità come il celeberrimo “metodo Stamina”…

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    • questa E’ disinformazione, cara…
      Lo stesso fatto che esista anche solo una persona al mondo che difenda lo scempio della grindadrap mi fa essere ancora più fiero di essere dalla parte giusta. Se ci fossero più persone a lottare contro i tanti soprusi che solo la stupidità umana può meticolosamente ingegnare il mondo sarebbe sicuramente migliore. Sea Shepherd sta cercando con ogni mezzo di contrastare tutto questo e l’articolo di sto coglionazzo li definisce SS … secondo il mio modesto parere stanno facendo la cosa giusta. Io personalmente ho lanciato(insieme ad attivisti di tutto il mondo) una campagna per boicottare le suddette isole. il primo passo è la raccolta di firme a livello mondiale da portare al parlamento europeo, dove verrà richiesto di usare,prima misure “democratiche” nei confronti del governo delle Faroe intimandole allo stop, poi, in caso di rifiuto, un embargo vero e proprio con multe che vanno dai 100.000 euro ai 350.000 euro per ogni singola uccisione.
      Con questo vi saluto e vi lascio nella vostra ignoranza.

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